Domenica 22 novembre 2026 / 17:30

SENZA FINE - Quando i poeti cantano | Dom 22/11

GIANNI DE FEO in
Senza fine | Quando i poeti cantano. Da Kurt Weill a Mia Martini

testi poetici Roberto Rinaldi
musiche originali e arrangiamenti Adriano D’Amico
progetto grafico e contenuti visivi Alessandro Maria Ostili
costumi Janni Altamura
disegno luci Gloria Mancuso

Poesia e canzone vivono all’unisono creando un’unica atmosfera che oscilla tra realtà brucianti e magie di sogni. Dal kabarett berlinese ancora drogato in un incanto di vacua vanità ma bruscamente spazzato via dalla guerra, alla malinconica voce di Marlene Dietrich, icona di libertà e indipendenza. Dalla voce graffiante di Bertolt Brecht che amaramente ironizza sullo sguardo senz’occhi nella Leggenda del soldato morto e sulla stupidità dei potenti in una vibrante Canzone del Re Salomone. E poi Kurt Weill, ebreo costretto all’esilio che sulle note di una nostalgica habanera ci accompagna con la sua metaforica barca verso l’sola dei sogni, Youkali. Tango appunto, l’isola che non esiste. Da questo quadro storico emergono alla memoria i Poeti Cantori, ombre che avanzano a sussurrarci ancora una volta l’eternità dell’Amore. Fabrizio De André che con Un blasfemo e La Canzone di Marinella restituisce voce e dignità agli ultimi della terra. Il poeta di Bruno Lauzi che con poche pennellate crea il ritratto di un uomo comune, provinciale e goffo ma ricco di autentica poesia. Luigi Tenco con la sua feroce lucidità mentale che s’innamora perché ha bisogno di sognare e Dalida con quel suo roco accento francese, malata d’amore (Je suis malade) omaggiata persino da Franco Battiato, Il venait d’avoir 18 ans. E ancora Brecht con La canzone della Moldava. Ma il cerchio si chiude con il grido di Mia Martini e la solarità di Vinicius de Moraes che ci invita ad accendere una luna nel cielo e ad accogliere il poeta che vive dentro di noi. Un sottile filo narrativo tiene unito, come anelli di una solida catena, questo caleidoscopio di canzoni d’autore e canzoni di guerra. La stagione della poesia cantata viene rievocata nei suoi momenti più suggestivi con un ritmo trascinante su arrangiamenti originali. Un racconto spezzato solo dai testi poetici, brevi frammenti registrati in voce off che, a tratti, invade lo spazio e si espande per un ascolto “ad occhi chiusi”. Perché gli artisti vivono là dove i poeti cantano.

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Location

TEATRO DI VILLA LAZZARONI
Via Appia Nuova 522 (
00179 ROMA (RM)

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