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L'ARMINUTA

Sala RIDOTTO L'Aquila (AQ)

28/02/2019 ore 21:00

giovedì 28 febbraio 2019 ore 21.00TEATRO STABILE d'ABRUZZOL’ARMINUTAdal romanzo di Donatella Di Pietrantonioriduzione per la scena di Giacomo Vallozzaregia Lucrezia Guidonecoordinamento a...

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L'ARMINUTA

giovedì 28 febbraio 2019 ore 21.00
TEATRO STABILE d'ABRUZZO
L’ARMINUTA
dal romanzo di Donatella Di Pietrantonio
riduzione per la scena di Giacomo Vallozza
regia Lucrezia Guidone
coordinamento artistico Alessandro Businaro
scena Gregorio Zurla
sound designer Dario Felli
luci Pamela Cantatore
con Lucrezia Guidone

Il Teatro Stabile d’Abruzzo investe sul talento con questa nuova produzione che parte dal meraviglioso romanzo di Donatella Di Pietrantonio vincitore del Premio Campiello e ridotto per la scena da Giacomo Vallozza. Protagonista Lucrezia Guidone, una delle attrici più interessanti della scena italiana, di origine abruzzese, lanciata da Luca Ronconi, premio Ubu nel 2012 come attrice under 30, premio Maschere del Teatro Italiano, Premio Duse, Premio Flaiano, Premio La Repubblica “Giovane talento”.
“L’arminuta”, una storia che parla di vita, di appartenenza, di amori e di rabbia in un Abruzzo poco conosciuto, ruvido e vero.
In prima persona la giovane protagonista narra, seguendo un articolato filo cronologico, con un linguaggio asciutto e intensamente espressivo, la sua insolita storia. Lei è l’arminuta, la ritornata, colei che da una vita di città, che ha sempre creduto la sua, si trova a tornare nel paesello d’origine alla sua famiglia naturale.
Deve così ad affrontare una vita aspra, in un ambiente povero ed estraneo se non ostile. Solo la sorella Adriana, di poco più piccola, il fratello grande Vincenzo e il piccolo Giuseppe si distinguono, in modi diversi, in questa famiglia disordinata e confusa, e con loro la tredicenne — di cui non viene mai specificato il nome e che è individuata solo con il soprannome — riesce a stabilire relazioni. Particolarmente difficile è il rapporto con la madre, anch'essa senza nome, posta a confronto con l'altra madre, quella adottiva, emblema di affetto, cura e protezione. Lei non sa i motivi di questo trasferimento che le segna l’esistenza, tutti sanno ma a lei non hanno detto, perciò mentre narra “L’arminuta” cerca risposta al suo perché dell’abbandono.

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